La pazzia di Internet che fa diventare pazzi

shiningQuesta mattina la linea rossa della metropolitana milanese andava molto a rilento per qualche disservizio. Ne ho approfittato per una lettura del nuovo numero di Internazionale, sulla cui copertina svetta una domanda: Internet ci rende pazzi?

Ho pensato: parlano di me?

L’articolo, anzi “lo speciale”, a firma di Tony Dokoupil è uscito su Newsweek negli Stati Uniti. È un’analisi sulla diffusione dei dispositivi che ci permettono di accedere alla rete, sul tempo che passiamo collegati e sulle conseguenze di questo sulla nostra psiche.

Il raptus di Jason Russel.

Jason Russel è il videomaker che ha realizzato il video di denuncia Kony 2012, diventato un caso oltre che per la nobiltà della causa anche per la forza con cui si è imposto in Internet in maniera virale. Dokoupil ricorda dell’arresto di Russel, avvenuto lo scorso marzo a circa due settimane dalla pubblicazione del documentario, per atti osceni in luogo pubblico. Il regista era corso in mezzo alla strada nudo, dove ha iniziato a “sbattere le mani contro il marciapiede” (o a masturbarsi, secondo i testimoni) e a urlare farneticazioni sul diavolo. In evidente stato di ubriachezza o sotto l’effetto di droghe, secondo la polizia. Niente di tutto questo. Il fondatore di Invisible Children era impazzito a causa della sovraesposizione in rete dovuta alle decine di milioni di visualizzazioni del suo film su Youtube. La moglie ha raccontato che l’autore non si staccava più dal computer e della rete, da Twitter e da Facebook: cercava critiche e complimenti in maniera ossessiva. In quattro giorni ha dormito 2 ore. Dopo otto giorni il “fattaccio” e la diagnosi: psicosi reattiva. Dura poco e si guarisce. Per fortuna.

Cyborg

La fusione tra uomo e macchina è avvenuta. Negli Stati Uniti: “ Si passano 8 ore al giorno davanti a un monitor, più del tempo dedicato a qualunque altra attività, sonno compreso. Gli adolescenti arrivano a 7 ore davanti al computer a scuola, 11 se si somma il tempo in cui ci si connette con altri dispositivi. Oltre un terzo dei possessori di Smartphone si connette appena sveglio, prima di alzarsi dal letto”. Si susseguono quindi dichiarazioni e studi di professori di varie Università e Accademie. Ne cito alcune “Il computer è come una forma di cocaina elettronica”. “Internet spinge a comportamenti che sappiamo essere negativi e che ci rendono ansiosi, facendoci agire in modo compulsivo”. “Incoraggia le ossessioni, la dipendenza e le relazioni da stress”. “Favorisce o addirittura provoca l’infermità mentale”. Per finire un esperimento, in cui è stato chiesto a degli studenti  di scollegarsi 24 ore dalla rete e dalle tecnologie mobili. Immaginate i risultati.

Ansia da news

Larry Rosen ha scritto un libro, iDisorder, e racconta di uno studio su 750 persone.  La maggior parte degli intervistati, esclusi gli over 50, controllava sms, email e social network “continuamente” o “ogni quarto d’ora”. Secondo Rosen, “Chi passava più tempo online aveva un maggior numero di ‘tratti della personalità compulsiva’”.

Cervelli da buttare e depressione

Il responsabile del centro di ricerca sulla memoria e l’invecchiamento dell’Università della California ha preso in esame 24 (sì, ben ventiquattro) persone, metà delle quali utilizzatori abituali della rete, gli altri ancora “principianti”. I primi mostravano una corteccia prefrontale sensibilmente alterata. In pratica, il cervello degli internetdipendenti somiglia a quello dei tosiccodipendenti e degli alcolisti.

Conclude la disamina un altro campione di oltre 216 ragazzi del Missouri tra i quali, i 30 che mostravano sintomi di depressione, indovinate un po’, erano proprio quelli che passavano più tempo in Internet.

Vi invito a leggere l’articolo integrale del quale ho volutamente ripreso le parti più provocatorie. Ci sono altri spunti interessanti, per esempio il finale inquietante e fantascientifico che piacerà al collega Mario Gazzola, “Internet è ancora nostra e possiamo rimodellarla. In gioco c’è la nostra mente”.

Molte delle abitudini descritte nell’articolo sono entrate nella mia vita quotidiana. Mi riferisco alle ore passate davanti al computer, al controllo delle email o delle notifiche dei social sullo Smartphone. Nel caso dovessi presentare i primi sintomi di follia, per favore NON staccatemi la spina. Quella USB intendo.

Buon Internet a tutti.

Annunci

2 thoughts on “La pazzia di Internet che fa diventare pazzi

  1. Ma certo che la congerie di sollecitazioni che riceviamo costantemente dal numero di “connessioni” mediamente aperto sui nostri desktop ci manda in confusione: chi non ha rischiato di rispondere in un dialogo riferendosi a un’altra conversazione contemporaneamente in corso?
    Lasciami trovare la chiave narrativa e ci tornerò su anche con una delle mie prove letterarie apocalittiche… su Shining… cioè no, aspetta, di cos’è che stavamo parlando? Qual è la mia password qui? ;-)))

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...