Italiani popolo di ingordi e mediocri contro responsabili ed eccellenti

Chi ha detto “Italiani popolo di santi, poeti e navigatori”?

Qui oggi di santi se ne vedono proprio pochi, poeti ancor meno, navigatori (intesi per mare) due o tre.

Ciò che si vede è una nauseante schiera di ingordi e mediocri, riprendendo gli azzeccatissimi aggettivi dall’editoriale di Gian Antonio Stella.

Gente che, come un cancro, affonda le luride mani nella Cosa Pubblica e se ne nutre ingrassando a dismisura, si espande, si radica in metastasi e non si sconfigge con niente.

Assistiamo ai nuovi fatti di corruzione e disonestà in Lazio increduli, ingenuamente convinti che dopo gli scandali degli ultimi anni e degli ultimi mesi – sempre più gravi e sempre più immorali – avessimo chiuso con le rivelazioni, che si potesse avere una dimensione politica “normale” da Stato civile, che si potesse concentrarsi sulla ricostruzione dell’economia del Paese…

E invece no. Si riapre la botola e si capisce che quel girone dantesco è vitale e sempre attivo. Pullulante di mostri intenti a divorare a quattro palmenti le nostre cose e i nostri soldi.

Caro Professor Eco, se sta per scrivere un’edizione ampliata della sua “Storia della Bruttezza”, perfavore prenda in considerazione questo essere brutto e ripugnante che tanto spazio ha nella nostra società, il politico corrotto e impunito. Che rimanga nella storiografia per i posteri e non venga dimenticato come fenomeno passeggero. E’ un modello così radicato nella collettività e altrettanto spaventoso e osceno che ha diritto a entrare nella sua antologia, alla pari con mostri, streghe, satiri e diavoli.

Ma non sono d’accordo con chi dice – come qualche giornalista ieri – che il politico corrotto sia un individuo che solo per opportunità si trova lì a rubare, un essere umano che per forza vive in osmosi con il popolo italiano, il quale è colpevole di averlo eletto ed è pronto a diventare corrotto se solamente potesse prenderne il posto.

No, perché c’è una netta differenza, fisica e morale, con l’altra parte degli italiani che dovrebbe entrare nella “Storia della Bellezza”.

Persone di tutte le età e le fasce economiche che si dedicano al volontariato, regalando il proprio tempo e la propria professionalità ai servizi sociali.

Imprenditori che con responsabilità e spirito di sacrificio si tolgono letteralmente il pane di bocca per salvare le proprie aziende e i propri dipendenti.

Magistrati dediti alla giustizia come supremo valore che rischiano la vita tutti i giorni.

Giusto per fare un esempio.

Questi sono italiani responsabili ed eccellenti, gli italiani che dovremmo poter raccontare e poter leggere sui giornali.

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