Nato nel 1987, perfettamente compatibile con #Hashtag, Twitter & C.

Immagine Perfettamente compatibile con usi e costumi dell’era dei social, anzi diciamo che letture come questa diventano ancora più preziose quando le relazioni umane sono tanto fitte e intense come oggi sulla rete e se si stabiliscono alla velocità di un ‘post’ e di un ‘like’.

Consigliata da un amico, ho ritirato e letto il libro allegato al Corriere della Sera “Un genitore quasi perfetto” del grande psicanalista Bruno Bettelheim. Prima uscita della “Biblioteca dei Genitori”, opera in 30 volumi diretta da Gustavo Pietropolli Charmet.

Al di là dell’interesse personale al tema, sono stata contenta di imbattermi nella collana proposta da RCS, che dalla presentazione mi sembra interessante in tutti i suoi numeri, a partire da questo primo testo.

Un libro che mette al centro il valore dei legami affettivi nella crescita, nella formazione e nello sviluppo dell’uomo non solo come individuo ma come essere civile e sociale. E che, in questo, afferma che riporre stima e fiducia nell’altro sia il modo per generare nell’altro comportamenti degni di stima e fiducia (un’idea così semplice e così pratica, direi economica!).

“Un genitore quasi perfetto” tratta di educazione dei figli ma può essere inteso come spunto per ragionare sui rapporti umani in generale. Parla al lettore genitore e al lettore figlio, comunque un individuo, che inevitabilmente, a prescindere dal ruolo che riveste, si vede quale essere sociale che vive e agisce nel complesso delle proprie relazioni con le altre persone.

E con interessanti approfondimenti sulla famiglia, sulla valenza del gioco, sul significato simbolico delle feste, pone l’accento sull’importanza di conoscere se stessi a fondo, sul saper comprendere gli altri a fondo, sul sapere agire empatia e sentimenti di fiducia nelle relazioni con gli altri. Proprio come sintetizza la frase di Bettelheim riportata in controcopertina “L’intima fiducia del genitore nei confronti del figlio e delle sue capacità può smuovere le montagne”.

Uscito nel 1987, sicuramente ovvio per gli addetti ai lavori, utile per gli altri che non lo sono. Un libro scorrevole e chiaro, che consiglio a tutti come momento di riflessione su di sé, tra un post e un altro.

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